Dopo il Veneto è toccato dunque all’Emilia. L’artigiano di Ozzano che ieri si è dato fuoco – come facevano i bonzi vietnamiti al tempo della guerra contro gli americani - davanti a una sede di Equitalia ripropone drammaticamente il tema della solitudine dei piccoli imprenditori dentro la Grande Crisi. La situazione, del resto, è paradossale. Da una parte i Piccoli vengono incalzati dal fisco che ha bisogno di recuperare risorse per sostenere il deficit pubblico, dall’altra lo Stato e gli enti locali non pagano i fornitori. Si può andare avanti ancora per molto con questa contraddizione aperta? Una società civile e laboriosa può consentire ancora a lungo episodi come questi? Sicuramente no e vanno fatti quindi tutti gli sforzi per venirne a capo. Innanzitutto occorre migliorare il rapporto tra Equitalia e i contribuenti, ricostruendo quel clima che si è deteriorato. Il governo è intervenuto per limitare il potere discrezionale degli esattori e su di un altro piano l’Abi ha reiterato l’accordo sulla moratoria dei debiti con Confindustria e Rete Imprese Italia. Ma evidentemente non basta.
Non è sufficiente nemmeno l’impegno che l’esecutivo sta mettendo sul tema dei mancati pagamenti della pubblica amministrazione (in totale circa 100 miliardi di euro!). La volontà di intervenire è stata ribadita più volte dal ministro Corrado Passera ma si stenta a trovare la soluzione tecnica migliore (per evitare che salga il debito pubblico) e intanto però i giorni passano e si sta sfiorando il record dei ritardi. In Veneto è accaduto che si sia tolto la vita un artigiano che aveva debiti con le banche e crediti con lo Stato e non poteva pagare i primi con i secondi. Cosa si aspetta a interrompere questa tragica spirale? Cosa deve succedere ancora?
Episodi come quelli di Ozzano devono però far riflettere anche le organizzazioni di rappresentanza. Se gli artigiani si sentono soli significa che non tutti stanno facendo pienamente il loro dovere. In Lombardia è nata un’iniziativa, Terraferma, che mette in contatto psicologi e imprenditori sotto stress. Qualcosa del genere si sta sviluppando anche in altri territori e si tratta di esperimenti che vanno sicuramente sostenuti. In una congiuntura di recessione e con una ripresa che francamente non sappiamo quando arriverà c’è bisogno di un’azione di sostegno quotidiano ai Piccoli. Molti nodi, come abbiamo visto, sono di natura politica ed economica ma c’è anche il lato della solidarietà umana che non va assolutamente sottovalutato. Inseguendo lo spread non possiamo dimenticare gli uomini.
-
scrivomanonparlo reblogged this from marcellos
-
marcellos reblogged this from dariodivico
-
dariodivico posted this