Le cose che Squinzi non ha detto
Come si pagano i nuovi lavori nei servizi/ Pietro Ichino risponde ai twitteri
Come si pagano i nuovi lavori nei servizi/ Pietro Ichino risponde ai twitteri -

Lunedì avevo ripubblicato un mini-editoriale di Ichino uscito sulla sua newsletter. Ho ricevuto diversi tweet che chiedevano come si pagassero i nuovi lavori di cui parlava l’autore. Gliel’ho chiesto e questa è la sua risposta.

Caro Dario,

ci sono molte risposte alla domanda su che cosa impedisca l’incontro fra domanda e offerta dei servizi menzionati nel mio editoriale telegrafico, Coase spiegherebbe tutto in termini di costi di transazione; Keynes lo spiegherebbe con la anelasticità delle retribuzioni nominali verso il basso e la latitanza di uno Stato che batta moneta per far lavorare tutti; Lindbeck e Snower addebiterebbero il mancato incontro fra domanda e offerta di quei servizi alle tariffe minime imposte dagli insiders a danno degli outsiders.

La questione è ovviamente apertissima; ma il mio editoriale aveva il solo intendimento di attirare l’attenzione su questa questione, facendo riflettere tutti quanti sul fatto che il lavoro non è finito affatto.

Ciao

Pietro

per chi volesse rileggere il mini-editoriale di Pietro Ichino da cui era partita la discussione eccolo:

Davvero “in Italia non c’è più lavoro”, come si sente dire sempre più spesso?
Quanti addetti/e ci vorrebbero per dare a ciascuna delle lavoratrici-madri, a ciascuno dei disabili e degli anziani non autosufficienti, la stessa quantità e qualità di assistenza che è offerta loro nel nord-Europa? E per recuperare e proteggere il nostro patrimonio artistico e ambientale che sta andando in malora? E per ripristinare e mantenere il decoro delle strade delle nostre città, bruttate dai graffiti nel centro-nord, da incuria e degrado al sud? E per rispondere agli infiniti altri bisogni insoddisfatti della nostra società civile?
Invece di piangere sulla fine del lavoro, che non è finito affatto, perché non cerchiamo di individuare e rimuovere il diaframma che a questa immensa domanda di servizi impedisce di incontrarsi con l’offerta di milioni di italiani oggi disoccupati o scoraggiati?

www.pietroichino.it

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