Le cose che Squinzi non ha detto
Credit crunch/ I lettori continuano a scrivere.. -

ho letto con stupore e rabbia la risposta dei cosiddetti “banchieri” all’articolo di Dario Di Vico di domenica, che così bene ha inquadrato i rapporti fra Piccole-Medie Imprese e Istituti di credito.

Ufficialmente rappresento solo me stesso, ma i rapporti quotidiani che intrattengo con decine e decine di imprenditori (clienti, fornitori, conoscenti) che vivono la mia stessa condizione mi consentono, fatti alla mano, di rispondere a chi si permette di MENTIRE SAPENDO DI MENTIRE.

Vorrei che si potesse ascoltare la voce dei direttori di filliale, gente che vive sul territorio e deve metterci ogni giorno la faccia nel negare prestiti a chi ne ha bisogno  per sopravvivere: fatevi dire quali sono gli ordini che ricevono dai loro vertici. Ve li posso anticipare io: nessun aumento di linee di credito, nessun mutuo o leasing, anzi praticare il credit crunch a raffica e farsi firmare fideiussioni personali pena la revoca del poco ancora in essere! Punto, due punti, punto e virgola!

Gli aumenti delle sofferenze andrebbero quantificati: quanto a carico delle PMI, quanto a carico dei furbetti del quartierino & Co. (risanamento, Ligresti, San Raffaele, ecc., ecc.). Per “nascondere” queste perdite alcuni Istituti sono stati costretti (si fa per dire) a diventare soci di maggioranza di fallimenti annunciati!

Leggo testualmente: “La provvista BCE, COME OVVIO, servirà a sostenere imprese e famiglie in una fase così complicata”. Bene, lo facciano, ma presto, oppure riusciranno solo a pagarci il funerale.

 

Giacomo Leva

 

P.S.: Per quanto riguarda i Prefetti, forse pochi sanno che il loro ruolo era quello di “obbligare” le Banche a far rivedere i rating da “ISTANZA SUPERIORE” a quella inizialmente coinvolta: dati uguali, inserimenti uguali, risultati identici cioè NIET!!!