Ho letto le Sue riflessioni sul fermo degli autotrasportatori: bene, ma, mi consenta, se facessimo una riflessione su quali sono le parti che, da anni, amano riempire la scena senza mai andare al nocciolo della questione, queste sono le nostre associazioni di categoria.
Il Governo ha ben poco a che spartire con questa questione economica: ha fatto la sua parte con l’Osservatorio sulle attività dell’autotrasporto decretando i costi minimi per la sicurezza; la Committenza che si rifiuta di riconoscere i reali costi di esercizio ( non solo quelli evidenziati dall’Osservatorio ma anche quelli che escono da una semplice sommatoria del costo del gasolio con quello del personale, tralasciando ammortamento, manutenzione, pneumatici,… ) , ma che in fin dei conti svolge il suo ruolo imprenditoriale di contenimento, laddove possibile, dei propri costi di produzione.
Il vero punto debole di tutta la situazione sono le organizzazioni di categoria che non riescono ad imporre al loro interno, ai loro associati, il rispetto dei costi della sicurezza: non penso ci voglia tanto nello stabilire che chi non opera nel rispetto della sicurezza, VIENE CANCELLATO DALL’ALBO PROFESSIONALE.
Cominciamo a giocarci la partita in casa; al Dott. Monti, che ci richiama al rispetto delle regole, diciamo che queste devono essere rispettate da tutti, da chi le deve applicare, pena l’esclusione dall’albo professionale, e da chi le deve riconoscere e rispettare, Committenza compresa (e così si dovrà dire che se gli scaffali dei supermercati sono vuoti lo si deve a chi non vuol riconoscere i costi della sicurezza, ministerialmente condivisi); ed al collega trasportatore IMPONIAMO l’obbligo della copertura tariffaria dei costi della sicurezza, pena, come ci troviamo nelle condizioni di dover ripetere, la CANCELLAZIONE IMMEDIATA DALL’ ALBO, senza scappatoie all’italiana.
Chi fa da sè, fa per tre: la cancellazione fa giustizia, in maniera inequivocabile, di chi mette e repentaglio la sicurezza altrui, senza creare disagi a chi non c’entra, senza ledere i diritti di chi necessita di servizi, senza essere origine di azioni estreme. Puerile, semplice, ma che potrebbe, dopo tanti anni di ” messa in scena “, essere l’uovo di Colombo
Mi scusi.
Saluti
Giovanni Baù
P.S. Affinchè non si possa dire che si predica bene e si razzola male,chi Le scrive, nell’ Ottobre dello scorso anno ha chiesto il rispetto dei costi minimi della sicurezza ad un suo Committente, per un contratto di trasporto molto corposo: dopo 15 giorni siamo stati privati del servizio perchè un altro collega, che fa commercio e trasporto di merci con gli stessi veicoli ( vietato dalla normativa) ha offerto una tariffa inferiore alla nostra.
La sicurezza sui Tir/ Un lettore scrive